fbpx

IL PROCESSO PENALE E LE SUE FASI 

Anche al fine di accelerare la definizione dei processi penali, il sistema giudiziario italiano consente l’instaurazione di riti alternativi rispetto al processo ordinario, con modifiche nella procedura e nelle fasi indicate, consentendo così un più celere svolgimento del processo. Naturalmente in alcuni riti consegue una riduzione di pena per l’imputato il quale accetta una definizione del processo rinunciando al contraddittorio dibattimentale.

Il processo penale si fonda sul principio in base al quale la prova deve formarsi nel contraddittorio tra le parti (Pubblica accusa e difesa): a tal fine il processo si compone di tre fasi, ossia le indagini preliminari (gestite dal Pubblico Ministero, il quale ha il compito di ricostruire i fatti e raccogliere gli elementi di prova), l’udienza preliminare e la fase dibattimentale (in cui si formano le prove che orienteranno il giudice nell’adozione della decisione).

 

QUALI SONO I RITI ALTERNATIVI

I riti alternativi previsti dal codice sono i seguenti:

RITO ABBREVIATO

Il rito abbreviato (art. 438 e ss. c.p.p.): il procedimento penale viene definito in sede di udienza preliminare e in base agli atti già presenti nel fascicolo (non vengono quindi sentiti i testimoni nel dibattimento). All’esito del processo e dopo le conclusioni delle parti il Giudice decide se assolvere o condannare l’imputato; in caso di condanna è prevista una riduzione di pena pari ad un terzo.

PATTEGGIAMENTO

Il patteggiamento (art. 444 e ss. c.p.p.): si instaura in seguito ad un accordo tra il Pubblico Ministero e l’imputato circa l’entità della pena da irrogare, accordo che poi dovrà essere ratificato dal Giudice. Consente una riduzione fino ad un terzo della pena detentiva, se questa non superi i cinque anni e non comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e delle pene accessorie.

RITO DIRETTISSIMO

Il rito direttissimo (art. 449 e ss. c.p.p.): viene disposto dal Pubblico Ministero nei confronti dell’arrestato in flagranza di reato, il quale viene presentato entro 48 ore al giudice del dibattimento per la convalida dell’arresto e per il contestuale giudizio.

GIUDIZIO IMMEDIATO

Il giudizio immediato (art. 453 e ss. c.p.p.): è richiesto dal Pubblico Ministero quando dagli atti di indagine emergono con evidenza gli elementi di prova ovvero nei confronti degli indagati che si trovino in stato di custodia cautelare in carcere (c.d. immediato cautelare). E’ esclusa l’udienza preliminare e l’indagato può chiedere di procedersi con giudizio abbreviato (altrimenti si procede secondo il rito ordinario).

PROCEDIMENTO PER DECRETO

Il procedimento per decreto (art. 459 e ss. c.p.p.): viene richiesto su iniziativa del Pubblico Ministero laddove quest’ultimo ritenga che il reato commesso sia di tenue gravità e che possa pertanto essere punito con la sola pena pecuniaria. Viene pertanto emesso dal GIP un decreto penale di condanna in cui è prevista la riduzione della pena sino alla metà del minimo edittale.

 

Ogni scelta processuale deve essere attentamente vagliata dal cliente con il proprio avvocato penalista in base al caso concreto.

 

****

Per qualsiasi necessità lo Studio Legale LBMG rimane a disposizione. Di seguito il collegamento alla pagina in cui sono presenti i servizi offerti in materia di diritto penale.