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L’art. 648 bis del Codice Penale riguarda il delitto di riciclaggio e punisce chiunque, fuori dei casi di concorso di reato, sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione a tali beni altre operazioni per impedirne l’identificazione della loro provenienza delittuosa. La pena prevista per questa fattispecie di reato è dai 4 ai 12 anni, con la multa da euro 5.000 a euro 25.000.

Un aumento sensibile di pena è previsto per i professionisti che commettono tale reato, mentre una diminuzione di pena è prevista nel caso in cui i beni provengono da un delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione inferiore nel massimo a cinque anni.

Per quanto riguarda invece il reato di autoriciclaggio, l’art. 648ter c.p. stabilisce che commette il delitto di autoriciclaggio chiunque, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa. 

La pena prevista è la reclusione da due a otto anni e la multa da euro 5.000 a 25.000.

RICICLAGGIO – ANALISI DELLA FATTISPECIE

Questa fattispecie delittuosa coinvolge l’amministrazione della giustizia, l’ordine pubblico e l’ordine economico-finanziario, falsando la libera concorrenza, minando la stabilità e l’affidabilità degli intermediari finanziari.

Presupposto necessario del reato di riciclaggio è la precedente commissione di altro fatto delittuoso e, più nello specifico, di un reato doloso. Quest’ultimo prende il nome di reato-presupposto, ossia un fatto criminoso che rappresenta la condizione per la commissione di altro reato. In merito, la Corte di Cassazione penale, con la sentenza n. 23679/20, ha stabilito che il reato presupposto può essere commesso anche all’estero.

È importante sottolineare che chi commette questo reato è il soggetto che si adopera nell’evitare l’identificazione della provenienza delittuosa del denaro o altra utilità, e non il soggetto che ha commesso il reato presupposto. Un esempio pratico: il trafficante di droga risponderà del reato di traffico di droga, mentre il direttore di banca che lascia affluire i soldi sporchi sul conto corrente della banca potrà essere perseguibile del reato di riciclaggio.

Come si evince dalla norma in esame, l’elemento oggettivo consiste nel sostituire o trasferire denaro, beni o altre utilità e compiere altre operazioni in modo da ostacolare la provenienza illecita di tali beni; l’elemento soggettivo invece consiste nel dolo generico. Occorre dunque la coscienza e la volontà di compiere queste operazioni perché si configuri il reato di riciclaggio.

Per quanto riguarda invece la forma, la Corte di Cassazione penale, con sentenza n. 7257/19 ha affermato che il riciclaggio è un reato a forma libera, la cui condotta può consistere anche nel compimento di una pluralità di atti leciti, purché riconducibili al fine ultimo di occultare la provenienza delittuosa del denaro o di altri beni. 

Da ultimo sono da analizzare le condotte mediante le quali si verifica il reato di riciclaggio. L’art. 648 bis c.p. menziona la sostituzione e il trasferimento.

Per sostituzione si intendono tutte le condotte dirette a “ripulire” il denaro sporco, al fine di impedire ogni collegamento con il reato che lo ha originato: in parole povere si sostituisce il denaro sporco a quello pulito, per esempio investendo il denaro in un’attività e creando nuovi profitti.

La condotta di trasferimento invece è una specificazione della sostituzione, ossia si sposta il denaro o altri proventi in un luogo dove risulta di fatto più difficile l’identificazione dell’origine illecita.

 

AUTORICICLAGGIO – ANALISI DELLA FATTISPECIE 

Il reato di autoriciclaggio, previsto dall’art. 648 ter c.p., presenta delle similitudini e delle differenze con il reato di riciclaggio appena analizzato. 

I beni giuridici protetti sono i medesimi del reato di riciclaggio, così come l’elemento oggettivo. In questo caso è però previsto che il denaro, i beni o altre utilità siano impiegate in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative.

Ciò che distingue principalmente il reato di riciclaggio da quello di autoriciclaggio è l’autore della condotta: in questo caso la persona che commette il reato e che ricava soldi dalla commissione del delitto e colui che rinveste economicamente quella somma, si confondono nella stessa persona. Richiamando l’esempio sopra proposto il trafficante di droga che acquista un ristorante commette delitto di autoriciclaggio. 

Nel caso in cui i soldi vengano utilizzati per acquistare un bene di godimento personale, la legge prevede che non vi sia reato di autoriciclaggio. 

 

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