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LA NORMATIVA

I lavoratori con contribuzione anteriore alla data del 1.1.1996 (assicurati ricadenti nel sistema retributivo) hanno la facoltà di accedere al riscatto laurea con calcolo dell’onere c.d. “agevolato” a seguito di opzione (art. 1, comma 23, Legge 335/1995 e successive modifiche ed integrazioni.), opzione donna o di computo nella gestione separata (cfr. Circ. INPS n.6/2020).

Tale categoria di lavoratori, per poter riscattare dunque un periodo e computarlo ai fini pensionistici devono corrispondere un versamento per ogni anno che vogliono riscattare.

Tale versamento viene calcolato in base al livello minimo imponibile annuo della gestione commercianti e artigiani, moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti.

Per le domande presentate nel 2020, l’onere è quindi pari a € 5.264,49 per ogni anno da riscattare (€ 15.953 minimale x 0,33 aliquota di computo FPLD). Il contributo è rivalutato secondo le regole del sistema contributivo, con riferimento alla data della domanda.

 

VALUTAZIONE DI OPPORTUNITA’ DEL C.D. RISCATTO LAUREA AGEVOLATO

Se per alcuni lavoratori il riscatto è considerata un’opzione favorevole, non può dirsi altrettanto per altri che ricadono nel sistema contributivo (ndr. cioè coloro che sono privi di anzianità contributiva prima della data del 1.1.1996), i quali dovranno valutare attentamente se il riscatto con pagamento del relativo onere degli studi universitari sia utile ad anticipare l’ipotetica data di decorrenza del trattamento pensionistico.

Ed invero, per tale categoria è possibile che pur tramite l’ausilio del riscatto degli anni di laurea non riescano ad anticipare la decorrenza pensionistica, con la conseguenza che il lavoratore si ritrovi ad aver pagato un’ingente somma senza trarne il beneficio desiderato.

Si tenga presente che per beneficiare della pensione relativa agli anni di lavoro nel 2020 il requisito contributivo è di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dal requisito anagrafico.

Invece, i requisiti per godere della pensione di vecchiaia sono due: l’età, che nel 2020 è pari a 67 anni ed il requisito contributivo minimo di 20 anni.

Ad ogni modo, il riscatto del periodo di laurea seppur non utile per anticipare il momento di decorrenza della pensione risulta utile ai fini dell’aumento della maturazione dell’importo minimo previsto dal sistema contributivo.

 

CASISTICA: ONERI GIA’ CORRISPOSTI DALL’ISTANTE

Per gli oneri già versati, l’INPS ha precisato che non ammetterà la rideterminazione con la nuova modalità alternativa.

I lavoratori che hanno iniziato il pagamento rateale possono interrompere il versamento, ottenere l’accredito del periodo corrispondente alla quota versata e presentare, per il periodo del corso di studi residuo, una nuova domanda di riscatto con richiesta di calcolo dell’onere con il nuovo criterio.

Invece, la domanda di riscatto non ancora perfezionata con l’accettazione dell’onere, si può ritirare e presentarne un’altra, tenendo presente che per determinare il calcolo dell’onere sarà fatto riferimento alla nuova data di presentazione dell’istanza.

 

CONCLUSIONE

Ad ogni modo, la presente riflessione è finalizzata a fornire regole generali in materia sebbene debba essere tenuto sempre ben presente che ogni lavoratore ha la propria specifica storia contributiva, da valutare caso per caso ai fini di una corretta gestione della propria posizione previdenziale.

Si rammenta, infine, che la materia previdenziale è in continua evoluzione e che i requisiti oggi vigenti saranno sicuramente oggetto di modifica e/o integrazione in futuro.

 

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Lo Studio rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento occorresse.

Si fa presente che lo Studio fornisce assistenza legale in materia di diritto del lavoro, sindacale e previdenziale.