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DANNI AUTO DA ALLAGAMENTO STRADALE E RISARCIMENTO | COSA FARE?

Nel periodo estivo accade sovente che i rovesci temporaleschi causino particolari problematiche concernenti, ad esempio, danni patiti dalle autovetture parcheggiate o transitanti sulla via pubblica. In questi casi, ricorrendo i presupposti che verranno a breve analizzati, è legittimo chiedere il risarcimento del danno al Comune proprietario della strada.

INDICE

LA RESPONSABILITA’ DA COSE IN CUSTODIA (ART. 2051 C.C.)

L’inquadramento sistematico della problematica deve anzitutto svolgersi secondo l’art. 2051 c.c.: “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia”. La prova liberatoria per il custode (quindi il Comune) è allora costituita dal caso fortuito.

La qualifica di custode ai fini della responsabilità di cui all’art. 2051 c.c. spetta a colui che abbia sulla cosa un concreto potere materiale, ossia la disponibilità giuridica e materiale della res con il conseguente potere di intervento su di essa (Cass. Civ., Sez. III, 9 giugno 2016, n.11815; Cass. Civ., Sez. III, 27 ottobre 2015).

IL CASO FORTUITO

La giurisprudenza ha tratteggiato degli indicatori funzionali a comprendere la sussistenza o meno del caso fortuito. Si è affermata la presenza del caso fortuito quando:

  • la condotta del danneggiato o del terzo è, di per sé, idonea a provocare il danno ( Civ., ordinanza del 9 novembre 2017, n. 26533).
  • è stato fatto un uso improprio od anomalo della cosa ad opera del danneggiato ( Civ., Sez. III, ordinanza del 31 ottobre 2017, n. 25838).
  • in generale, la Cassazione ha comunque chiarito che la condotta del danneggiato o di un terzo debba essere autonoma, eccezionale, imprevedibile ed inevitabile, nonché debba risultare dotata di efficacia causale esclusiva nella produzione dell’evento lesivo ( Civ., Sez.III, 18 settembre 2015, n. 18317).

LA RESPONSABILITA’ DEL COMUNE IN CASO DI ALLAGAMENTO

Alla luce degli indicatori sopra delineati, sono state diverse le pronunce di merito che hanno riconosciuto la responsabilità extracontrattuale del Comune.

Se ne elencano alcune: G.D.P. di Lecce, sent. n. 95/2014; Tribunale di Bassano del Grappa, sentenza del 29 giugno 2011; Tribunale di Milano, Sez. X, sentenza del 23 gennaio 2015.

Inoltre, la Cassazione ha proprio chiarito che non si deve escludere a priori la responsabilità dell’Ente Pubblico nel caso in cui l’allagamento stradale sia stato provocato da un acquazzone particolarmente intenso, “protrattosi per un tempo molto lungo e con modalità tali da uscire fuori dai normali canoni della meteorologia” (Cass. Civ., Sez. III, 24 settembre 2015, n. 18877; Cass. Civ., Sez.III, 17 dicembre 2014, n. 26545)”.

Può dunque sussistere la responsabilità del Comune qualora questi non abbia adempiuto agli obblighi giuridici su di sé gravanti e non abbia apportato la dovuta manutenzione agli impianti necessari onde evitare l’allagamento stradale.

In questi termini si sottolinea che sugli obblighi di manutenzione e segnalazione la Cassazione ha stabilito che l’ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito ha l’obbligo di provvedere alla relativa manutenzione “nonché di prevenire e, se del caso, segnalare qualsiasi situazione di pericolo o di insidia (tra le altre Cass. Civ., Sez. III, 4 ottobre 2013, n. 22755)”.

L’ONERE DI PROVARE IL CASO FORTUITO INCOMBE SUL COMUNE

Il custode è tenuto a dimostrare che il danno verificatosi non era prevedibile né evitabile con una condotta diligente adeguata alla natura ed alla funzione della cosa in base alle circostanze del caso concreto, ponendo in essere attività di controllo, vigilanza e manutenzione gravanti sul custode secondo disposizioni normative (art. 14 C.d.S.).

La prova liberatoria che consente al custode di sottrarsi alla responsabilità presunta ex art. 2051 c.c., è come detto il caso fortuito, che si determina quando l’evento dannoso si sia verificato prima che l’ente proprietario abbia potuto rimuovere, nonostante l’attività di controllo espletata con la dovuta diligenza, la straordinaria ed imprevedibile situazione di pericolo determinatasi. Tale onere probatorio incombe quindi sul comune (Cass. Civ. sent. n. 5658/2010)

Con particolare riferimento ai danni cagionati da precipitazioni atmosferiche, la Cassazione ha poi evidenziato che non si possono più considerare come eventi imprevedibili alcuni fenomeni atmosferici ormai sempre più frequenti, per cui l’eccezionalità ed imprevedibilità delle piogge possono configurare il caso fortuito o la forza maggiore, tali da escludere la responsabilità del custode per il danno verificatosi (ex multis Cass. Civ., Sez.III, 17 dicembre 2014, n. 26545).

Al fine di escludere la responsabilità del custode, quest’ultimo dovrà dimostrare di aver effettuato la corretta manutenzione e pulizia delle strade, e che le piogge sono state così intense che gli allagamenti si sarebbero, comunque e nella stessa misura, verificati.

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Lo Studio rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento occorresse.